Caso di Cronaca · RC Auto · Modena
Sabato 16 maggio 2026, in pieno giorno, un uomo alla guida di una Citroën C3 percorre deliberatamente via Emilia Centro, il corso principale di Modena, puntando i pedoni presenti sul marciapiede. Otto persone vengono falciate: quattro in condizioni gravissime, tra cui due donne che riportano l’amputazione bilaterale degli arti inferiori. Il conducente — un 31enne con pregressi problemi psichiatrici — viene bloccato dai passanti dopo aver tentato la fuga a piedi. L’accusa è di strage e lesioni aggravate.
Oltre ai risvolti penali, la vicenda apre interrogativi di straordinaria complessità sul piano civilistico e assicurativo: la compagnia RC Auto è tenuta a risarcire le vittime di un atto volontario? E cosa succede quando i danni totali superano i massimali di polizza?
⚠ Attenzione: le vittime di un investimento doloso hanno diritto al risarcimento diretto dalla compagnia assicuratrice del veicolo responsabile. Il dolo del conducente non ferma l’obbligo di indennizzo verso i terzi danneggiati.
La vicenda di Modena pone tre questioni giuridiche fondamentali che determinano in concreto quante risorse economiche le vittime potranno effettivamente ottenere:
Sì. L’Art. 144 CAP garantisce l’azione diretta verso la compagnia RCA. Il dolo del conducente non è opponibile ai terzi danneggiati.
A rischio. Con 8 vittime e lesioni gravissime, la somma dei danni rischia di superare il massimale minimo di 6.450.000 €.
Paradosso normativo: auto assicurata ma massimale insufficiente → il Fondo di Garanzia non interviene. Rischio di tutela parziale.
«Il danneggiato per sinistro causato dalla circolazione di un veicolo o di un natante, per i quali vi sia obbligo di assicurazione, ha azione diretta per il risarcimento del danno nei confronti dell’impresa di assicurazione del responsabile civile […].»
La RCA non è una semplice polizza privata: è uno strumento di protezione sociale volto a garantire la tutela della salute e della vita umana indipendentemente dalla condotta del responsabile. Nelle polizze ordinarie, il dolo dell’assicurato esonera la compagnia dal pagamento. Nella RCA, la giurisprudenza capovolge questo principio a tutela del terzo danneggiato.
La Corte di Cassazione — con orientamento consolidato dal 2017 e ribadito nel 2024 — ha sancito un principio granitico: il dolo del conducente è opponibile unicamente all’assicurato nei rapporti interni con la propria compagnia, ma non può essere opposto al terzo danneggiato. La compagnia del responsabile è quindi obbligata per legge a risarcire le vittime di Modena, senza poter eccepire la volontarietà del gesto e senza attendere l’esito del processo penale. Solo successivamente potrà esercitare il diritto di rivalsa nei confronti del conducente per recuperare le somme erogate.
La legge italiana fissa un massimale minimo obbligatorio pari a 6.450.000 euro per i danni alle persone, cumulativamente per singolo sinistro. A prima vista sembra una cifra consistente. Ma quando si entra nel calcolo concreto del danno biologico per macrolesioni multiple, la cifra rivela i propri limiti strutturali.
Tra i feriti di Modena si registrano quadri clinici gravissimi: due donne con amputazione bilaterale degli arti inferiori, gravi postumi neuropsicologici, necessità di assistenza continuativa. Le tabelle medico-legali per la quantificazione del danno non patrimoniale e patrimoniale indicano che, per una singola vittima con questo profilo clinico, la sola voce del danno non patrimoniale (biologico, morale ed esistenziale) può oscillare tra 1,5 e 2,5 milioni di euro. A questa cifra vanno sommati:
⚠ Proiezione critica: moltiplicando la stima del danno per le 8 vittime coinvolte nel sinistro di Modena, la somma totale rischia di superare ampiamente il tetto dei 6,45 milioni garantiti dalla polizza base. Chi non è adeguatamente tutelato nella fase di liquidazione rischia di ricevere un ristoro solo parziale rispetto al danno reale subito.
Quando la liquidazione non copre l’intero danno, la legge stabilisce che la quota eccedente il massimale debba essere pagata in solido dal responsabile e dal proprietario del veicolo. Nella quasi totalità dei casi, però, i privati non dispongono di patrimoni tali da coprire svariati milioni di euro. Le vittime rischiano una tutela concretamente parziale.
Qui emerge un cortocircuito normativo che richiede un urgente intervento del legislatore:
Il Fondo interviene quando il veicolo responsabile è privo di copertura assicurativa o quando il responsabile è rimasto ignoto. Non è previsto l’intervento per la sola insufficienza del massimale in sinistri plurimi.
Se l’auto coinvolta a Modena non fosse stata assicurata, il Fondo di Garanzia avrebbe risarcito integralmente le vittime entro i massimali di legge. Poiché l’auto è regolarmente coperta da RCA, ma i danni potrebbero eccedere il massimale, il Fondo non può intervenire. Il sistema tutela dalla totale assenza di polizza, ma lascia scoperta l’insufficienza della stessa di fronte a un sinistro catastrofale con vittime multiple.
In sinistri di questa complessità, la quantificazione del danno non è una semplice operazione matematica: è una battaglia tecnica e giuridica che determina, all’interno della capienza assicurativa disponibile, come vengono ripartiti i risarcimenti tra le vittime. Ogni stima sottovalutata e ogni voce di danno trascurata si traducono direttamente in denaro che le vittime non riceveranno.
Strutturare una perizia medico-legale inattaccabile significa valorizzare ogni componente del danno — biologico, dinamico-relazionale e patrimoniale futuro — per garantire il massimo ristoro possibile nei limiti della copertura disponibile. Il perito di parte svolge un ruolo determinante: raccoglie, ordina e presenta in modo tecnico ogni elemento clinico e documentale, costruendo un dossier che la compagnia non può ignorare in sede di liquidazione.
Lo studio Perizie Legali segue da vicino l’evoluzione della giurisprudenza in materia di macrolesioni e sinistri plurimi, per offrire ai danneggiati e alle loro famiglie il supporto tecnico necessario ad affrontare liquidazioni coatte e risarcimenti complessi.
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